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Chi li ha visti passare dall’infermeria al campo, dal pronto soccorso alla sala operatoria, conosce bene la dimensione dell’emergenza. Il Napoli arriva a Copenaghen zoppo, provato, stremato da un semestre che ha assunto i contorni dell’ossessione. Come scrive Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport, l’elenco degli assenti cresce giorno dopo giorno e racconta una squadra che da tempo convive con il dolore.
Neres, Rrahmani e Politano sono gli ultimi nomi entrati nel bollettino medico di Castel Volturno, una “casa di cura” ormai sovraffollata. La Champions chiama e il Napoli risponde come può, con i superstiti. Sull’aereo per la Danimarca gli assenti sfiorano il numero dei presenti, in una notte che non sarà decisiva ma peserà come l’oro. Secondo Antonio Giordano della Gazzetta dello Sport, leccarsi le ferite può avere un senso, ma a questo punto è necessario stringere i denti.
Neres si è fermato prima ancora di affrontare il Sassuolo, Rrahmani e Politano lo seguiranno a distanza, sperando che gli esami possano scongiurare il peggio. Il pessimismo, però, aleggia su Castel Volturno e dintorni: la stagione è ancora lunga e in gioco restano profitti, prestigio e obiettivi che non possono essere accantonati. È il quadro tracciato ancora da Antonio Giordano sulle colonne della Gazzetta dello Sport.
Dentro questo scenario trova spazio il ritorno di Big Rom. Lukaku è stato il simbolo della sfortuna azzurra: dal 14 agosto, giorno della grave lesione al retto femorale sinistro, il suo contributo è rimasto solo teorico. Trenta partite viste da fuori, un’assenza ingombrante quanto la sua stazza. Ora, però, il sorriso al check-in racconta un’altra storia: panchina prenotata, possibilità concreta di dare respiro a Hojlund, spremuto da diciannove gare consecutive senza vere alternative, come evidenzia la Gazzetta dello Sport nell’analisi firmata da Antonio Giordano.
L’aritmetica certifica l’emergenza. Rrahmani ha giocato praticamente senza fermarsi dal rientro, De Bruyne è fuori da diciannove partite e rientrerà solo a marzo, Gilmour ha già collezionato diciassette assenze, Anguissa quindici. Lobotka, Neres, Buongiorno e Spinazzola completano un quadro che supera abbondantemente quota cento stop complessivi. Eppure, scudetto e Champions non possono essere pensionati in anticipo. A Copenaghen servirà un Napoli capace di trasformarsi in «amabile canaglia», per evitare che, anche emotivamente, ci sia «del marcio in Danimarca». Sarebbe uno psicodramma che questa squadra non può permettersi.