Ex Ilva, la Procura di Taranto chiede gli arresti domiciliari per Morselli e altri due dirigenti

TARANTO (ITALPRESS) – La Procura di Taranto ha chiesto gli arresti domiciliari per Lucia Morselli, ex presidente del consiglio di amministrazione di Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva, per Alessandro Labile, già direttore dello stabilimento siderurgico, e per Francesco Astorri, responsabile Ispra della sezione per la valutazione e i controlli degli impianti di interesse strategico nazionale.
E’ quanto riporta il sito del Nuovo Quotidiano di Puglia, riferendo dell’inchiesta sul presunto inquinamento provocato dalle emissioni dello stabilimento tra il 2019 e il 2024. Secondo l’accusa, la gestione dello stabilimento sarebbe stata orientata a massimizzare produzione e profitti, riducendo i costi a scapito della tutela ambientale. Nel complesso sono state chieste misure interdittive per 10 persone.
DECARO “PIENA FIDUCIA IN MAGISTRATURA, REGIONE IN PRIMA LINEA SU SALUTE”
“Di fronte alle notizie sull’inchiesta della Procura di Taranto ribadiamo piena fiducia nell’attività della magistratura, che svolge un lavoro prezioso e indispensabile per accertare la verità”. E’ quanto dichiara il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, che aggiunge: “Da parte nostra, seguiamo con il massimo rigore la situazione sanitaria nell’area tarantina, dove le evidenze epidemiologiche non lasciano spazio a dubbi: a Taranto l’incidenza dei tumori al polmone e i ricoveri per patologie cardiovascolari e respiratorie superano la media regionale in una misura compresa tra il 10 e il 20 per cento. È un quadro preoccupante che ha spinto la Regione a intervenire con determinazione su più livelli, affiancando al monitoraggio continuo un rafforzamento concreto della prevenzione. All’interno dello screening nazionale per la diagnosi precoce del tumore polmonare, la Regione – insieme all’ASL di Taranto e all’Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’ di Bari, grazie a un progetto finanziato dal Ministero della Salute – ha attivato un focus mirato per le comunità di Taranto e Statte, unito a un percorso di sorveglianza attiva della salute cardiovascolare e respiratoria per i cittadini over 50. Sono esattamente queste evidenze che hanno portato la Regione a intervenire a tutela del territorio nella vertenza giudiziaria davanti alle corti di Milano e a promuovere il documento unitario per una nuova fabbrica decarbonizzata”. “È doveroso ricordare – conclude Decaro – che il peso gravissimo pagato dalla salute dei tarantini ha avuto un impatto diretto anche sul sistema sanitario regionale. Un impatto che ha già portato, nel 2025, al riconoscimento a favore della Regione Puglia di un credito di 25 milioni di euro ammesso allo stato passivo dell’amministrazione straordinaria dell’ex Ilva, a titolo di ristoro economico per i maggiori costi sanitari e assistenziali causati sul territorio dagli effetti dell’inquinamento”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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FONTE ITALPRESS
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