Esclusiva: Il Club Napoli Madrid racconta Real-Napoli

Il Club Napoli Madridracconta Real-Napoli. Il Club azzurro della capitale spagnola, racconta a Napoli più come si vive la viglia della sfida nella capitale Iberica.

Di: Elio De Falco

Il Club Napoli Madrid racconta Real-Napoli: La “Nostra” partita

Vivere il Napoli a Madrid, nel nostro angolo azzurro, il Club Napoli Madrid, e sentirci a casa per 90 minuti piú recupero, poi il sorteggio che sognavamo un pó tutti, andremo al Bernabeu.

Federico Salvatore la chiama Napolitudine, quella nostalgia che potremmo paragonare alla saudade brasiliana, capace di trasformare in piacevoli ricordi anche le attese interminabili per la metropolitana o le buche sui marciapiedi, figuratevi poi quanto possano mancare le bellezze della nostra terra o i suoi odori, i suoi sapori.

Anche il calcio non fa differenza, la mancanza del Napoli, delle discussioni su giocatori, allenatori e dirigenti della nostra squadra restano un gradito ricordo dei lunedí all’ombra del Vesuvio che torna vivido nelle nostre menti mentre ascoltiamo distrattamente il collega di lavoro discutere su Cristiano Ronaldo, Bale, Griezmann, sul Barcellona, insomma su un calcio che a noi interessa fino ad un certo punto.

Il Club Napoli Madrid la storia

Tuttavia nel 2008 qualcosa é cambiato: dall’iniziativa di Cristiano Vastolo ed Andrea C. nasce il Club Napoli Madrid, in seguito intitolato a Gianluca Grava. Ad oggi siamo oltre 30 soci e, dopo anni di pellegrinaggio tra vari locali, abbiamo trovato una sede definitiva per seguire le partite, il bar Pura Vida, gestito dallo stesso Cristiano e da Valerio, altro socio storico del club.

“Il Club nasce – ci racconta Cristiano – dall’esigenza di vedere il Napoli ma soprattutto dal desiderio di vederlo insieme ai tanti Napoletani presenti a Madrid e fare gruppo”.

E ogni settimana, per 90 minuti, é come tornare a casa, ma anche indietro nel tempo, quando per vedere le partite ci si riuniva tutti dal fortunato che aveva la pay tv. O come entrare in un piccolo settore del San Paolo dislocato di 2000 km, il nostro angolo azzurro.

Viviamo la partita come se non fossimo mai andati via, come se non avessimo mai lasciato casa nostra, Calle Covarrubias 29 diventa improvvisamente una via di Napoli in piú dove si mescolano le differenti inflessioni della lingua napoletana, dall’accento vomerese a quello di provincia; quando ci sono dubbi sulla storia della squadra ecco che parte la frase “Vice diccelo tu, ma é stato cosí? Il giocatore X quando ha giocato nel Napoli?”, perché il Vice é il database ufficiale, guai a lui se non risponde; addirittura ci sono due piatti dedicati a Marek Hamsik (Capitano) e Dries Mertens (8,5, soprannome dato da noi quando esplose dopo le prime difficoltá), ennesima dimostrazione della fusione tra la passione e la creativitá proprie di noi partenopei.

Il club, poi, ha partecipato anche a trasferte come Lisbona, Villarreal, Utrecht o Bilbao, nell’attesa di poter finalmente accogliere i suoi beniamini nella capitale spagnola.

Il Club Napoli Madrid racconta Real-Napoli

Non é, tuttavia, il primo Real Madrid – Napoli a cui assisteremo, infatti siamo stati presenti, nel 2014, alla sfida di Youth League tra le due compagini (sconfitta per 2-1, per il Napoli pareggió Lasicki poi al 95’ la beffa).

Ma volete mettere l’emozione di poter sostenere i nostri beniamini nel piú classico dei Davide contro Golia? Certo, i pronostici dicono che é una sfida proibitiva, ma provate ad immaginare cosa potrebbe significare per noi passare il turno, poter guardare dall’altro verso il basso gli spocchiosi merengues sfoggiando i nostri colori in giro per la cittá, poter avere una rivincita sui colleghi di lavoro che si sono accorti di noi solo per prenderci in giro.

Ci sentiamo un pó come quei napoletani emigrati in Germania prima della finale contro lo Stoccarda, derisi da chi, con la forza dei soldi, ha ammassato gran parte dell’élite del calcio mondiale. Ecco, ora provate ad immaginare cosa vorrebbe dire per noi una vittoria nel tempio di Chamartín.

Forse vi riuscirá difficile, come a me in questo momento, trovare le parole per descrivere ció che proveremmo.

E poi finalmente avremo la possibilitá di vedere il Napoli dal vivo, come faremmo sempre se vivessimo ancora nella nostra cittá.
Per due giorni vivremo l’elettricitá nell’aria sentendola nuovamente nostra, senza essere comparse indifferenti di uno show che non ci riguarda ma finalmente protagonisti.

Eccola, la “nostra partita”, quella che attendevamo da quando siamo emigrati qui, quel desiderio che ci confessavamo in silenzio, con sguardi, con parole buttate lí, senza mai azzardarci ad esprimerlo.

E, sotto sotto, é la partita che vorremmo vincere a qualsiasi costo.

Noi ci saremo, piú emozionati che mai, pronti a perdere la voce per incitare i nostri beniamini e sempre orgogliosi delle nostre origini, perché, torno a citare Federico Salvatore, “Chesta Napolitudine t’accire, quanno staje luntano é ‘nu raggio ‘e sole, te fa sciogliere ‘stu sango ‘e pummarola”; noi non viviamo piú a Napoli, ma Napoli vive dentro di noi.

 

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