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Enrico Caruso, il suo sogno, il San Carlo e l’infanzia povera nei vicoli di Napoli

Da piazza Ottocalli fino alla ribalta internazionale nei grandi templi delle sette note

Enrico Caruso e il suo sogno. Il Tenore aveva già cantato alla Scala, ma per lui il sogno di sempre era la ribalta del Teatro San Carlo: lì solo poteva avvenire il riscatto dell’adolescenza, quando cantava da posteggiatore nelle trattorie di Santa Lucia e a sera tornava al vicolo San Giovanniello agli Ottocalli, dove abitava con la sua famiglia.

Enrico Caruso

Dall’infanzia povera nei vicoli di Napoli fino alla ribalta internazionale nei grandi templi delle sette note: dalla Scala di Milano al Metropolitan di New York. Quando ancora non esisteva lo star system, Enrico Caruso era già un divo, ammirato dagli uomini e amato dalle donne. E sono state proprie le donne a condizionare la sua vita, con un intreccio movimentato. Le prime furono le sorelle Ada e Rina Giachetti, fiorentine ed entrambe soprano amate, coccolate, tradite, riprese e lasciate.

“SE MI APRISTE IL CUORE TROVERESTE UN SOLO IMMENSO AMORE: NAPOLI”

Ada lasciò per lui il marito, da cui aveva avuto un figlio, e due ne ebbe da Enrico, prima di lasciarlo per il loro autista privato. Rina, sorella minore, lo incontrò a soli 16 anni, non smise mai di aspettarlo e sostituì la sorella quando questa lo lasciò definitivamente. Ma lui le preferirà la giovane americana Dorothy Benjamin, dagli splendidi occhi verdi, conosciuta New York, che diventerà la sua seconda moglie. A New York Caruso arrivò aveva 28 anni quando già alle spalle aveva successi e insuccessi.

Enrico Caruso e il suo sogno

Il Tenore aveva già cantato alla Scala, ma per lui il sogno di sempre era la ribalta del Teatro San Carlo: lì solo poteva avvenire il riscatto dell’adolescenza, quando cantava da posteggiatore nelle trattorie di Santa Lucia e a sera tornava al vicolo San Giovanniello agli Ottocalli, dove abitava con la sua famiglia. Era il 1901, l’opera era «L’Elisir d’amore» di Donizetti e la la serata tanto attesa si risolvesse in un fiasco.

Allora la fuga a New York, la rappresentazione della Fedora, il bacio sulla bocca a Lina Cavalieri, il pizzicotto ad una fanciulla nel Central Park (con arresto e multa da 10 dollari). Dorothy sapeva tutto questo, sapeva delle sue molte avventure, ma lo amò, gli diede una figlia e lo rese felice.

Caruso non cantò più a Napoli, dove pure spesso l’estate tornava dall’America. Morì, come tutti sanno, a Napoli per le conseguenze di un’emorragia per la quale era in convalescenza a Sorrento.

Fonte: Di Gabriella Cundari. N. Daspuro, E.Garo, P. Padoan, U. Tegani, WiKipedia,

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