Di Lorenzo, un giocatore raro e prezioso per la serie A. Lo chiamavano Batigoal

Di Lorenzo, un giocatore prezioso per la serie A. Lo chiamavano Batigoal

Giovanni Di Lorenzo, esterno del Napoli ha un profilo unico, è già completo eppure ha ampi margini di miglioramento. Ora è arrivata anche la nazionale.

Giovanni Di Lorenzo, non ha subito il salto di categoria, e nemmeno le lodi precoci sul suo conto che avrebbero potuto condizionarne l’atteggiamento: il rischio era che Giovanni Di Lorenzo, soffrisse una piazza come Napoli, invece ha stupito tutti.

Dovesse continuare così, De Laurentiis dovrà blindarlo. E il bello è che Di Lorenzo è il prototipo di terzino davvero completo.

Non significa, però, che sia compiuto: è ancora,  un prototipo, un giocatore che sta per esplodere nel grande calcio.

Le fondamenta della forza di Giovanni Di Lorenzo, però, sono state rappresentate dalla sua innata capacità di trasportare nel calcio, passione e sofferenza.

La leggerezza con cui percorre la fascia , il suo stile aggressivo e sempre al limite, perfetta sineddoche del suo temperamento generale, rappresentano l’icona di campione di cui in molti volevano essere partecipi.

Il momento speciale di Giovanni Di Lorenzo lo ha portato ad indossare la maglia “verde della Nazionale” di Roberto Mancini.

Di Lorenzo è stato protagonista di una curiosa intervista riportata dal sito ufficiale della FIGC, l’esterno ha raccontato simpaticamente le sue “prime volte” della sua vita calcistica e non.

Di Lorenzo, un giocatore prezioso per la serie A. Lo chiamavano Batigoal

CALCIO, LA PRIMA VOLTA DI DI LORENZO

La prima volta che ho tirato calci a un pallone avevo 4-5 anni, giocavo con mio fratello in cortile, spesso andavo a vedere i suoi allenamenti nella sua scuola calcio e non perdevo occasione per giocare”.

Batigol? C’era un dirigente di questa società di mio fratello che era tifosissimo della Fiorentina, io ero attaccante e facevo molti gol, così mi mise questo soprannome”, ha raccontato Di Lorenzo. “

La prima maglietta scambiata con un avversario? Era un Reggina-Brescia, ricordo scambiai la mia maglia con quella di Budel”.

DI LORENZO IN NAZIONALE

“La prima maglia azzurra indossata? Nel 2013 nel torneo 4 nazioni in Polonia con Di Biagio e fu una bellissima emozione e una bella esperienza. Chiamata del ct Mancini? Ero a casa con la mia ragazza sul divano, è arrivata la chiamata, è stata una bella emozione, non me l’aspettavo, spero di ripagare la sua fiducia.  La prima esultanza per la Nazionale? Nel 2006 nell’anno dei Mondiali: ero coi miei amici, vedevamo le partite tutti insieme, è stato veramente bellissimo”.

LA VITA PRIVATA DI GIOVANNI DI LORENZO

Primo brutto voto? Non sono stato molto bravo a scuola, forse alle medie. La prima volta lontano da casa? A 15 anni quando fui chiamato alla Reggina. Io ero alla Lucchese. Fu un’esperienza davvero bella anche se all’inizio un po’ difficile.

La prima volta che mi sono tatuato? A 18 anni ho fatto con mio fratello un gladiatore sul braccio. Andando avanti mi sono riempito il corpo.

Primo regalo a sorpresa a Clarissa (la fidanzata ndr)? Ogni tanto cerco di sorprenderla, l’ultima volta le ho regalato una borsa a sorpresa. Le donne vanno matte per le borse”.