De Magistris contro i pregiudizi: “Ora basta, ma la conoscete Napoli?”

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris interviene sulla questione assembramenti, lo fa con un lungo post pubblicato attraverso facebook.

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Napoli capitale dell’inciviltà, i media nazionali ci hanno provato e ci stanno provando in tutti i modi a far passare questo messaggio. Il titolo di Libero che fotografa ad arte una strada di Napoli ed omette le folle oceaniche dei mercati del Nord, i servizi dei tg dove per fare l’esempio di assembramenti si parla del capoluogo campano e di nessun’altra città. Il pregiudizio è di casa per i napoletani, oramai quasi assuefatti dal vedersi coinvolti senza che abbiano fatto nulla, o quasi.

Sulla questione assembramenti è intervenuto anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris che attraverso Facebook ha scritto: “Il pregiudizio nei confronti della nostra Terra. Pure di questi tempi, nel pieno dell’emergenza #coronavirus, non si è persa l’occasione di marchiare alcune immagini della nostra città: ‘vedete come fanno a Napoli, vedete i napoletani’. È l’ignoranza che acceca“.

Pregiudizi contro Napoli: il post di De Magistris

Il sindaco prova a spiegare Napoli e la sua unicità e scrive: “Napoli è più simile a Betlemme che a Berlino, Napoli è europea ma anche araba, Napoli è fatta di vicoli, piazzette, rioni, con botteghe assai contigue e tantissima gente che vive nei bassi in cui c’è la storia della nostra città”.

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Un esempio calzante per far capire che certe foto sono scattate ad arte, certe immagini riprese a ‘tradimento’ da chi magari non hai girato nemmeno per una volta tra i vicoli della città partenopea. “Oggi nel bollare l’inciviltà del nostro popolo si parla e si fotografano presunti assembramenti in alcune strade di Napoli. Ma la conoscete la conformazione urbanistica di interi quartieri della nostra città? Ma avete mai visto Napoli in un giorno di vita normale pre covid19? Napoli – sottolinea il sindaco su Facebook – è un abbraccio, siamo sempre stretti, un’nguollo a nat’. Non è facile mantenere distanza sociale dove non c’è spazio, eppure le persone ci provano e ci riescono anche (al netto di qualche imbecille che staziona anche dalle nostre parti, come in tutte le parti del Paese). Se accade da altre parti nessuno si sogna di dire, forse nemmeno di pensare, che è la condotta di un popolo. Invece si usa, da parte di alcuni ovviamente: ‘guardate i napoletani’. Come se fossimo una vil razza dannata’. Resisteremo e vinceremo uniti anche questa terribile sfida. E torneremo presto ad abbracciarci. Per ora Napoli e il suo popolo agiscono nel complesso con maturità e responsabilità, in un’epidemia anche sociale ed economica senza precedenti dal dopo guerra”.

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