De Laurentiis vuole Chiesa e non chiude a Berardi. Poi rivela l’esistenza di un mister X

Al corriere dello sport parla il  presidente del Napoli. De Laurentiis vuole Chiesa e non chiude a Berardi. Poi rivela l’esistenza di un mister X.

di Antonio Giordano CDS

De Laurentiis parla al CDS

Ha mantenuto ogni promessa. Ha restituito al Napoli un copione da protagonista, nel pieno rispetto della sua brillante storia di produttore cinematogra­fico. Ha garantito al club un equilibrio ­ finanziario che rappresenta per tutti un esempio di organizzazione manageriale e di solidità.

Durante questi suoi tredici anni di gestione, De Laurentiis ha saputo ingaggiare giocatori che in tanti gli hanno invidiato, ha vinto tre trofei, ha realizzato qualche splendida plusvalenze come hanno imparato a fare tutte le società più ricche e virtuose, perché si può crescere e diventare ancora più competitivi vendendo con intelligenza e trovando le chiavi giuste per ripartire.

«criticavo Blatter e Platini, visto come è ­ finita… La distribuzione dei soldi è iniqua. Io capisco di calcio? Se lo dice uno che si chiama Maradona…»

De Laurentiis, nel momento delle scelte, è riuscito ad azzerare i rimpianti dei tifosi per chi faceva la valigia, da Cavani a Higuain, trovando talenti che hanno sempre cancellato ogni nostalgia. . E ora insegue lo scudetto: il premio più prestigioso per un lavoro portato avanti in modo scienti­fico, con genialità e sapienza. Ha avuto la forza di rilanciare il Napoli, ma De Laurentiis ha anche la strategia per aiutare il calcio italiano a entrare nel futuro e avvicinarsi ai colossi della Premier League.

Innanzi tutto secondo De Laurentiis il calcio va cambiato, radicalmente?  Modello premier?

«La Premier League è il campionato pilota, lo vediamo dalle immagini e lo leggiamo dai conti. Ma noi non siamo da meno: abbiamo tifosi che ci riempiono della loro passione, che potrebbero esser serviti meglio, con maggior rispetto. Non mi dilungo sulla vicenda degli stadi, sulla loro inadeguatezza, su strutture che sono fatiscenti e comunque non invogliano a muoversi dal divano. E allora chi sta a casa ha il sacrosanto diritto di poter apprezzare uno spettacolo vero e coinvolgente, ripreso con tecniche sempre più innovative. In questo modo ci avvicineremo alla Premier e distanzieremo in maniera ragguardevole tanto la Liga quanto la Bundesliga. Far crescere gli introiti signi­fica anche, in prospettiva, agevolare gli investimenti»

In secondo luogo comanderà ancora e soltanto la Juventus, come da sei anni in qua?

«Ma io, ovviamente, auguro che il Napoli possa avere quella continuità di risultati che l’anno scorso, nella fase iniziale, ci è mancata. Però abbiamo pagato un prezzo elevato per l’infortunio di Milik: è stato bravissimo Sarri, in quel vuoto che s’è creato, a comprendere le difficoltà di Gabbiadini e ad inventarsi Mertens centravanti. Abbiamo confermato – in pratica – l’intero organico; e abbiamo anche prolungato i contratti di giocatori che garantiscono un ciclo lungo. E’ la nostra politica e direi che in quattordici anni non abbiamo mai tradito: i risultati sono sotto gli occhi di chiunque».

Un anno fa – più o meno di questi tempi – se ne andò Higuain; un anno dopo, perlomeno nelle convinzioni popolari ed anche in quelle della critica, sembrate più forti.

«E io penso che questo Napoli abbia già dimostrato di essere superiore all’altro, a quello di due campionati fa. Lo dicono i primati, i punti, i gol della stagione che si è appena conclusa. E però stavolta cominciamo con una sperimentazione già effettuata e ora ripartiamo con una squadra giovanissima e nella quale si inseriranno sempre meglio i vari Rog, Zielinski, Diawara ma anche Ounas che è appena arrivato».

Lei sa che la curiosità dei tifosi si chiama mercato: partiamo da Reina.

«Un ­finto problema. Pepe è coperto dal contratto».

Il prossimo annuncio quale sarà: Mario Rui o Berenguer?

«Quello di chi deciderà per primo di venire da noi».

Ha un sorriso che non convince.

«E non è poi da scartare l’ipotesi di un mister X, qualcuno che a voi giornalisti, per esempio, è sfuggito».

Se le chiediamo di Chiesa sarà sincero?

«Certo che sì: e dico anche che mi piace, che piace a Giuntoli, che è un giocatore di grandissima prospettiva».

Le piace anche Berardi? «Preferisco Chiesa, pur riconoscendo a Berardi un talento enorme».

A proposito: Maradona dice che lei sa di calcio….

«E se lo dice Diego…»

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