De Laurentiis rivoluziona il calcio: «Perché non accorciare o eliminare l’intervallo?»

Aurelio De Laurentiis immagina un calcio profondamente diverso, capace di competere con YouTube, TikTok, videogiochi e piattaforme streaming per conquistare soprattutto l’attenzione delle nuove generazioni. Il presidente del Napoli mette sul tavolo anche una proposta destinata a far discutere: accorciare o addirittura eliminare l’intervallo tra primo e secondo tempo.
Come riporta Calcio e Finanza, De Laurentiis è intervenuto a Roma, all’Hotel Parco dei Principi, durante un incontro organizzato dal TEHA Club di The European House – Ambrosetti. Davanti a circa quaranta imprenditori ha tenuto un intervento dal titolo “Cinema e calcio: la fine del monopolio dell’attenzione”, affrontando il tema della trasformazione dell’intrattenimento.
«Cinema e calcio hanno perso il monopolio dell’attenzione»
Secondo il presidente del Napoli, il cambiamento riguarda due settori che conosce direttamente: cinema e calcio.
«Oggi questo da solo non basta. Perché mentre noi prepariamo il nostro spettacolo, il pubblico ha trovato altre cento cose da vedere. Ed è questo il cambiamento con cui sia il cinema che il calcio devono fare i conti: hanno perso il monopolio dell’attenzione».
Il problema, secondo De Laurentiis, è particolarmente evidente osservando le abitudini delle nuove generazioni.
«Sul campo dobbiamo battere l’Inter, la Juventus, il Milan. Ma per conquistare l’attenzione di un ragazzo di quindici anni competiamo anche con YouTube».
Per il numero uno azzurro non sarebbe corretto sostenere semplicemente che i giovani non abbiano più capacità di concentrazione: possono trascorrere ore davanti a un videogioco, guardare numerosi episodi di una serie o seguire per anni un creator. È quindi il prodotto a dover conquistare la loro attenzione.
De Laurentiis: «Perché non eliminare l’intervallo?»
Ed è proprio ragionando sulla necessità di cambiare il prodotto calcio che arriva una delle proposte più significative dell’intervento riportato da Calcio e Finanza.
«Dobbiamo avere il coraggio di discutere il “prodotto calcio” sotto ogni punto di vista. A cominciare dal gioco, dalla durata della partita, dalle interruzioni. Non esistono regole sacre soltanto perché esistono da cent’anni. Se vogliamo riavvicinare i giovanissimi, dobbiamo domandarci che cosa li fa andare via».
Poi la proposta:
«Prendiamo l’intervallo. Quindici minuti. Ma perché non possiamo discutere se accorciarlo, o perfino eliminarlo?».
De Laurentiis spiega il proprio ragionamento guardando soprattutto a chi segue le partite da casa.
«Ma il ragazzino a casa? Gli fermi la partita per un quarto d’ora e pensi che rimanga lì ad aspettarti? Prende il telefonino, torna alla PlayStation, trova qualcos’altro da fare. E poi tu ricominci il secondo tempo. Ma lui nel frattempo è andato via. I gol se li guarda dopo, negli highlights».
«YouTube e TikTok non aspettano il calcio»
La sfida, secondo il presidente azzurro, è rendere la partita più continua e spettacolare senza pretendere che siano le nuove generazioni ad adattarsi alle vecchie abitudini.
«YouTube non aspetta la Lega. TikTok non aspetta la UEFA. Il mondo digitale in cui vivono i nostri giovani corre a una velocità straordinaria. E noi non possiamo pensare che il calcio sia immortale soltanto perché è stato importantissimo per cento anni».
Calcio e Finanza riporta anche il parallelo tracciato da De Laurentiis con lo sport americano. NBA, NFL e MLB vengono indicati come esempi di organizzazioni capaci di lavorare sul prodotto, sulla distribuzione, sugli sponsor e sui mercati internazionali creando valore per tutte le società.
«Io voglio una Lega che mi aiuti a far valere di più il Napoli. E per riuscirci deve far valere di più tutto il campionato».
«Lo sport professionistico è anche spettacolo»
Altro punto centrale è il ruolo degli stadi. De Laurentiis guarda ancora una volta al modello americano, pur precisando che non debba essere copiato integralmente.
«Lo sport è competizione. Ma lo sport professionistico è anche spettacolo. È entertainment. Questo non diminuisce lo sport. Lo rende più forte».
Lo stadio, quindi, non dovrebbe essere semplicemente un campo circondato dalle tribune, ma un luogo tecnologico, confortevole e capace di offrire ristoranti, negozi e servizi.
«Non posso dirle: tu sei tifoso, quindi devi venire. No. Io devo meritarmi il suo tempo».
«La passione da sola non fa un bilancio»
De Laurentiis ripercorre anche la propria esperienza alla guida del Napoli, ricordando la ripartenza dalla Serie C1, il ritorno in Serie A nel 2007, la presenza stabile nelle competizioni europee e gli scudetti del 2023 e del 2025.
«Quella passione non l’ho creata io. Il mio compito era costruirci intorno un’impresa capace di durare. Perché la passione può riempire uno stadio anche in Serie C. Ma la passione da sola non fa un bilancio, non compra un calciatore, non costruisce un centro sportivo, non organizza una società. Bisogna creare valore».
Il presidente sottolinea inoltre come spendere molto non rappresenti automaticamente una garanzia di successo: un calciatore da cento milioni, secondo il suo ragionamento, non è necessariamente dieci volte più bravo di uno acquistato per dieci milioni.
«Le squadre devono diventare media company»
Infine, secondo Calcio e Finanza, De Laurentiis individua nella comunicazione quotidiana un altro terreno sul quale i club dovranno necessariamente evolversi.
«Le squadre di oggi devono diventare anche media company. Ogni giorno abbiamo storie. Abbiamo calciatori che arrivano da Paesi diversi. Abbiamo allenamenti, viaggi, vittorie, sconfitte. Abbiamo Napoli, una città che ha continuamente qualcosa da raccontare».
La partita, quindi, non può più essere l’unico momento di contatto con il pubblico. Il rapporto con le nuove generazioni deve essere costruito quotidianamente attraverso contenuti, immagini e personaggi.
«Il cinema ha ancora una capacità straordinaria di emozionare. Il calcio ha ancora una capacità straordinaria di creare appartenenza. Ma nessuno dei due può più dare per scontata l’attenzione del pubblico».
La sfida indicata da De Laurentiis è tutta qui: conquistare l’attenzione in pochi secondi e trasformarla in un’appartenenza capace di durare una vita.
