Corriere dello Sport: “Napoli, Lobotka è un robot da 218 partite. Lo sfogo: «Il calendario è un massacro, il corpo è il mio»”
NAPOLI – Instancabile, insostituibile e sempre al centro del gioco. Stanislav Lobotka è diventato uno dei punti fermi del Napoli, ma anche un calciatore abituato a convivere con ritmi sempre più intensi. Dopo quattro partite in appena diciassette giorni con la Slovacchia, il centrocampista è tornato a Castel Volturno e si prepara a scendere nuovamente in campo contro il Frosinone. Prima, però, ha voluto lanciare un messaggio chiaro sul calendario eccessivamente affollato.
Come racconta Fabio Tarantino sul Corriere dello Sport, le parole dello slovacco assumono un significato particolare proprio perché arrivano da un giocatore che, negli ultimi anni, ha praticamente sempre risposto presente, diventando una certezza per tutti gli allenatori che si sono alternati sulla panchina azzurra.
Lobotka: «Il calendario è un massacro»
Il regista del Napoli non ha nascosto la propria preoccupazione per il numero crescente di impegni tra club e Nazionale.
«Il calendario è un massacro. Possono pagarmi quanto vogliono ma il corpo è il mio, è il nostro».
Una riflessione che nasce dalla fatica accumulata nelle ultime settimane e dalla consapevolezza di dover affrontare un’altra lunga serie di partite ravvicinate.
«Anche se vengo ben pagato, sono solo un essere umano, dunque sento la fatica e i voli. Giochiamo ogni tre giorni. Possono pagarti quanto vuoi, ma lo stress è sul mio corpo. E infatti si vede quanti giocatori si sono infortunati durante questa sosta. Spero solo di stare bene sempre per godermi ogni partita».
Uno sfogo che non mette in discussione la professionalità del giocatore, ma richiama l’attenzione sulle conseguenze fisiche di un calendario che lascia sempre meno spazio al recupero.
Dal 2022 a oggi, 218 partite tra Napoli e Slovacchia
I numeri raccontano meglio di qualsiasi altra considerazione quanto Lobotka sia diventato indispensabile.
Secondo i dati riportati da Fabio Tarantino sul Corriere dello Sport, dal 2022 a oggi il centrocampista ha collezionato 218 presenze tra Napoli e Nazionale slovacca, con una media di 52,5 partite a stagione, escludendo dal calcolo le dieci già disputate nell’annata in corso.
Il dettaglio delle ultime quattro stagioni evidenzia una continuità impressionante.
Nel primo anno da titolare stabile ha disputato 49 partite per complessivi 4.045 minuti. Nella stagione successiva ha replicato con altre 49 presenze e 4.191 minuti.
Sono poi arrivate 35 apparizioni nell’annata con Antonio Conte e altre 41 nella stagione successiva.
Il totale è di 180 presenze con il Napoli in quattro stagioni, alle quali si aggiungono le 38 raccolte nello stesso periodo con la Slovacchia.
Numeri che confermano il ruolo centrale del regista nell’organizzazione del gioco azzurro.
Già 518 minuti in campionato: Allegri non rinuncia a lui
Anche nella nuova stagione Lobotka ha mantenuto un impiego costante.
Il centrocampista ha disputato tutte le prime sei partite del Napoli, accumulando 518 minuti e risultando il quarto giocatore più utilizzato da Massimiliano Allegri.
Alle sei presenze in azzurro si aggiungono le quattro con la Slovacchia, mentre altre nove partite attendono il Napoli fino all’inizio di novembre.
Un totale potenziale di diciannove incontri nei primi tre mesi della stagione.
Come sottolinea Fabio Tarantino sul Corriere dello Sport, la continuità di rendimento dello slovacco è il risultato di professionalità, dedizione e attenzione ai dettagli.
Proprio per questo il suo intervento sul calendario assume un peso significativo: a parlare è uno dei calciatori che più di tutti hanno dimostrato di saper sostenere ritmi elevatissimi.
Dall’arrivo nel 2020 alla svolta con Spalletti
La storia di Lobotka al Napoli non è stata però sempre caratterizzata da un ruolo da protagonista.
Arrivato nel 2020 insieme a Diego Demme, lo slovacco aveva inizialmente trovato poco spazio, anche a causa di alcuni problemi fisici.
La svolta è arrivata con Luciano Spalletti.
Dopo una prima stagione di conoscenza reciproca, dal 2022 il centrocampista è diventato un riferimento imprescindibile della squadra.
Da quel momento ha saputo adattarsi ai cambiamenti di allenatore e di sistema tattico, mantenendo intatte le proprie caratteristiche.
Qualità nella gestione del pallone, capacità di uscire dalla pressione avversaria e intelligenza nelle scelte lo hanno reso uno degli interpreti più affidabili del ruolo.
Da Señor Lobo al Modric di Allegri
Ai tempi del Celta Vigo lo chiamavano Señor Lobo, un soprannome che richiamava Mr. Wolf, il personaggio interpretato da Harvey Keitel in Pulp Fiction, capace di risolvere qualsiasi problema.
Un paragone che descrive bene le qualità dello slovacco, sempre pronto a offrire una soluzione ai compagni.
Con Allegri, Lobotka ha ampliato ulteriormente le proprie responsabilità, alternando il ruolo di regista a quello di mediano e partecipando anche alla rifinitura offensiva.
Non manca neppure la capacità di incidere sotto porta, come dimostrato dal gol decisivo realizzato il 13 settembre contro il Bologna.
Per caratteristiche e importanza tattica, il centrocampista viene considerato una sorta di Modric del Napoli di Allegri.
Nove partite senza tregua: dal Frosinone alla Lazio
Il prossimo appuntamento è la sfida contro il Frosinone, ma per Lobotka e il Napoli sarà soltanto l’inizio di un nuovo ciclo particolarmente impegnativo.
Come evidenzia Fabio Tarantino sul Corriere dello Sport, gli azzurri dovranno affrontare nove partite fino all’8 novembre, quando è in programma la sfida contro la Lazio, alternando campionato e Champions League.
Un calendario che imporrà allenamenti, recuperi e preparazione delle partite in tempi sempre più ridotti.
Lobotka continuerà a essere uno dei punti di riferimento di Allegri, ma il suo messaggio resta forte.
Si gioca tanto, forse troppo. E questa volta a dirlo è proprio uno dei calciatori che meno di tutti si sono risparmiati negli ultimi anni. Il Napoli ha bisogno del suo regista, ma Lobotka ricorda che anche chi sembra instancabile deve fare i conti con i limiti del proprio corpo.
