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Apertura

Corriere dello Sport: “Il Napoli resta chiuso in casa”

L’ultima volta che Antonio Conte aveva assistito a una partita dalla tribuna per squalifica era il 23 maggio 2025, la notte del quarto scudetto. Come racconta Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, sono passati meno di otto mesi, ma lo scenario sembra appartenere a un’altra epoca. Il terzo pareggio consecutivo del Napoli, il secondo al Maradona in una settimana dopo quello col Verona, somiglia a una mannaia calata sulle ambizioni azzurre, esplose appena tre giorni prima a San Siro.

Dal magnifico 2-2 in rimonta contro l’Inter al deludente 0-0 con il Parma di Cuesta, il passo è stato breve ma doloroso. Secondo l’analisi di Fabio Mandarini del Corriere dello Sport, quello di ieri è il decimo punto perso dal Napoli contro squadre dal decimo posto in giù, dopo i precedenti con Hellas, Torino e Udinese. Se l’Inter di Chivu soffre negli scontri diretti, gli azzurri continuano a inciampare contro le medio-piccole. E il calendario non aiuta: sabato al Maradona arriva il Sassuolo, undicesimo in classifica, con Conte ancora squalificato e una vittoria che manca da tre giornate.

La partita è stata dominata nel possesso, ma mai realmente azzannata. L’illusione è durata appena undici minuti, quando McTominay aveva acceso il Maradona con un gol poi annullato dal Var per un fuorigioco di Mazzocchi. Come sottolinea Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, quello che sembrava solo un incidente di percorso si è rivelato un segnale: il Parma ha alzato un muro compatto davanti alla propria area, con il trio Troilo-Circati-Valenti a respingere ogni assalto.

I numeri raccontano un dominio sterile. Il Napoli ha messo in area 43 cross – 13 di Politano e 9 di Lang – ma senza precisione. I difensori emiliani hanno controllato senza affanni, nonostante il 69% di possesso palla azzurro. I tiri nello specchio sono stati solo quattro su sedici, dieci nella ripresa, senza mai creare un pericolo reale. Il Parma, invece, ha rinunciato quasi del tutto ad attaccare: un solo tocco in area nella ripresa, zero conclusioni, ma una solidità difensiva granitica.

Il tema, evidenzia ancora Fabio Mandarini del Corriere dello Sport, è anche fisico e mentale. Per scardinare una difesa così organizzata non bastano cuore e generosità: servono lucidità ed energie che il Napoli sembra aver consumato tutte a Milano. Gli uomini chiave sono apparsi stanchi, le alternative insufficienti sia numericamente – cinque gli assenti – sia tecnicamente, nonostante i quattro cambi operati da Conte.

Senza Neres, entrato nella ripresa ma costretto a uscire dopo mezz’ora per il persistente dolore alla caviglia sinistra, Lang e Politano non sono riusciti a creare superiorità. Hojlund e McTominay sono rimasti imbrigliati nella gabbia difensiva gialloblù. Paradossalmente, l’esterno più brillante è stato Vergara, 22 anni, appena 17 minuti in Serie A prima di ieri.

Il Parma ha replicato il copione già visto col Verona: linea a cinque, Estevez schermo davanti alla difesa e il solo Cutrone a pressare alto su Lobotka. Blocco unico, compatto, che ha spento progressivamente l’entusiasmo azzurro. E non è un dettaglio che le due migliori occasioni del Napoli nel primo tempo siano state neutralizzate da Filippo Rinaldi, portiere classe 2001 all’esordio assoluto in Serie A. Scelte coraggiose, quelle di Cuesta, che hanno pagato. Al Napoli, invece, è rimasto il conto: rabbia, rimpianti e una classifica che ora pesa di più.

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redazione