Calcio Napoli e cultura Napoletana

Bruno Marra: “Mercoledì, nelle “Idi di Marzo” di 28 anni fa. La gioia, la follia e la “locura”: io lo so cosa si prova…”

Mercoledì sera, un attimo dopo la “remuntada”, ho sentito dire a più persone: “Pensa che cosa sta provando ora un tifoso del Barcellona in quello stadio”.

Io non sono tifoso del Barcellona, ma so cosa si prova. Era marzo, anche quella notte era di marzo, il mese della “locura” e della follia che meglio caratterizza la nostra città. Esattamente il 15 marzo del 1989, 28 anni fa. Alessandro Renica si arrampicò nell’aria sotto la Curva B quando al San Paolo si era fatta quasi mezzanotte. Un colpo di testa di un angelo caduto dal cielo coi boccoli dorati di un puttino. Minuto 119 di un supplementare infinito. Colpo di testa che si infilò sotto la traversa e nel cuore di una intera generazione. Fuorigrotta era una Cattedrale a cielo aperto, senza copertura e terzo anello. L’urlo di 90mila uomini impazziti e soldati innamorati squarciò le viscere della Terra, frantumò i vetri dell’Università di Ingegneria e superò il muro del suono. Il Napoli all’ultimo respiro gettò il cuore, e tutto quello che restava di un intero popolo, oltre l’ostacolo. Vincemmo 3-0 contro la Juventus, rimontando la sconfitta per 2-0 dell’andata. Erano i quarti di finale della “nostra” Coppa Uefa, che noi cominciammo a vincere proprio quella sera. Si era fatta quasi mezzanotte, ma la mezzanotte scoccò in tutto il resto del Mondo. Da noi non arrivò, perché spuntò il Sole al San Paolo. Ora si chiama “remuntada”, per noi fu semplicemente una storica, indimenticabile, memorabile “mazziata”. Mercoledì, nelle “Idi di Marzo” di 28 anni fa. La gioia, la follia e la “locura”: io lo so cosa si prova…

CONSIGLIATI PER TE