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Dalla sua Bergamo Alta, nelle giornate limpide, si intravede Milano. Ma il cuore di Ottavio Bianchi resta azzurro. Il doppio ex di Inter e Napoli osserva la sfida di San Siro con lucidità e senza lasciarsi trascinare dall’enfasi del momento. «Macché partita scudetto», taglia corto. «Sono solo 90 minuti importanti, non determinanti. Non ricordo campionati vinti a gennaio». Un’analisi netta, riportata da la Repubblica, che ridimensiona il peso simbolico del big match.
Secondo Bianchi, però, una certezza c’è: la nuova rivalità al vertice. «È nata, sì. Inter e Napoli sono le squadre più attrezzate, con il gioco migliore. Il Milan è lì, le altre stanno faticando». Un quadro chiaro, tracciato da la Repubblica, che fotografa un campionato spaccato in due tronconi. L’Inter rappresenta la tradizione, il Napoli il nuovo che avanza, ma fino a un certo punto. «Anche il Napoli ormai è una realtà consolidata. Ai miei tempi viveva di alti e bassi, oggi è una squadra da battere».
Favoriti? Bianchi frena anche qui. «Le partite dipendono da mille incognite: clima, forma, infortuni. E in prospettiva, nel duello Inter-Napoli, peseranno molto le Coppe». Un aspetto spesso sottovalutato, sottolineato ancora da la Repubblica, che può incidere sulla continuità e sulle energie nel lungo periodo. Quanto alle parole di Conte sulle big “strutturalmente” superiori, Bianchi distingue: «Sulle strutture forse il divario esiste, ma in campo oggi si vede meno».
Sull’organico, l’ex tecnico non si sbilancia: «Entrambe sono attrezzate per vincere. Sarebbe una risposta da bar dire quale è più forte». Più interessante, invece, la riflessione sulle difficoltà dell’Inter negli scontri diretti: «La pressione può pesare, ma il vero motivo lo sanno solo i protagonisti». Un passaggio che la Repubblica evidenzia come uno dei nodi irrisolti del percorso nerazzurro.
Capitolo allenatori. Chivu non sorprende Bianchi: «Nessuna sorpresa. Ha fatto bene anche prima e ha il vantaggio di essere stato un grande giocatore. Conosce le dinamiche di un top club». Su Conte, impegnato a difendere lo scudetto a Napoli, il discorso si allarga: «Ripetersi è sempre difficilissimo, a Napoli forse ancora di più. Ma oggi vedo una mentalità diversa: società e ambiente sono cresciuti». Un’evoluzione riconosciuta anche da la Repubblica, che sottolinea il cambio di passo del club azzurro.
L’emergenza infortuni resta un tema centrale: Neres, De Bruyne, Lukaku e Anguissa out. «Se dura a lungo può diventare pericolosa, ma la rosa del Napoli è adeguata e il tecnico è di prima fascia». Infine, una stoccata al Var: «In Italia gli stiamo dando troppa importanza. La vera percezione spesso ce l’ha solo chi è in campo. Lasciamoli sbagliare». Un pensiero controcorrente, con cui Ottavio Bianchi chiude la sua lettura di Inter-Napoli, così come riportato da la Repubblica.