Bambino seviziato con il compressore, ora vive con una sacca all’addome.

Il bambino seviziato con un compressore ora vive con una sacca che gli permette di espletare le funzioni fisiologiche

I genitori sono disoccupati e non possono pagare le cure

Di: Giuliana Covella IL MATTINO, 12 DICEMBRE.

NAPOLI- «Non so nulla». Stefania Accarino, la mamma di Vincenzo, il 14enne che fu vittima di una violenza lo scorso ottobre a Pianura, si stupisce al telefono alla notizia della richiesta di rito abbreviato per l’aggressore di suo figlio.

Ai primi di gennaio si terrà la prossima udienza per il caso balzato sulle cronache nazionali due mesi fa. Vincenzo fu seviziato con un compressore da un 24enne all’interno di un autolavaggio, con la complicità di altre due persone, a tutt’oggi a piede libero.

Il primo, accusato di violenza sessuale e tentato omicidio, è attualmente rinchiuso nel carcere di Poggioreale. Mentre la vittima, che ha subito un delicato intervento chirurgico, grazie ai medici del San Paolo sta ricominciando a vivere. «Anche se è difficile – rimarca mamma Stefania – . Vincenzo è dimagritissimo per la dieta che i medici gli hanno prescritto, poichè gli hanno dovuto asportare l’intestino.

Ora vive con una sacca che gli permette di espletare le funzioni fisiologiche, ma le cure che servono, i medicinali e tutto il resto sono molto costosi e io e mio marito siamo disoccupati». Stefania e Raffaele hanno perso il lavoro da quel brutto giorno di ottobre. In più si è aggiunto lo sfratto che avverrà a gennaio. «Non sappiamo dove andare – spiega la donna – non possiamo pagare perché le spese per Vincenzo sono tante. Lui ha bisogno di ogni comfort.

Non può salire le scale, perché si affatica. Come facciamo a portarlo via da qui?». Inoltre, la visita a Roma da Papa Francesco, che era stata promessa alla famiglia non è mai avvenuta. «È più di un mese che non ho notizie da don Luigi, il prete che ci avvisò dell’incontro. Sarebbe il grande desiderio di mio figlio incontrare il Papa, ma siamo stati abbandonati».

Intanto, stasera, alle 20, le associazioni Ciro Vive e Christian House hanno organizzato “Una pizza per…amore”, cena-spettacolo per raccogliere fondi destinati alle cure per Vincenzo. Dopo il percorso di riabilitazione, a maggio il ragazzo dovrà sottoporsi ad un nuovo intervento. Alla serata parteciperanno il gruppo PassioNapoli, Ida Rendano, Marco Menna e Francesco Casagrande e saranno esposti i cimeli del Museo Maradona dell’associazione Saverio Vignati.


«I napoletani hanno un cuore grande e questa è l’occasione per dimostrarlo – dichiarano Antonella Leardi, mamma di Ciro Esposito e presidente di Ciro Vive e Alessandro Iovino, di Christian House – .

Grazie all’aiuto di tante persone abbiamo potuto realizzare l’evento, affinché il messaggio d’amore cristiano di cui tanto si parla possa vivere realmente anche attraverso queste iniziative».

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