Arek Milik è tornato. Il polacco ha vinto soffrendo

arek milik

Arek Milik è tornato fondamentale per il Napoli. L’attaccante Polacco contro l’Atalanta ha mostrato le sue grandi qualità

Doveva essere la notte di Diego e di Hamsik, invece è stata la notte di Giacomelli, ma lui, Arek Milik, è stato capace di prendersi lo spazio e il goal. Il polacco autore di un goal è stato la spina nel fianco della difesa atalantina.

È difficile riconoscere la storia mentre la si sta vivendo, ma è probabile che ricorderemo  Arek Milk come uno dei migliori attaccanti della serie A. Nonostante il doppio infortunio, che avrebbe steso fisicamente e psicologicamente la stragrande maggioranza degli atleti, Milik in campo da sempre il 100%. Criticato dai tifosi per la mira”scarsa” il polacco in una sola notte si è ripreso Napoli e il Napoli.

IL RITORNO DI AREK MILIK

Milik ha le spalle larghe, il numero 99, e ha un rapporto aereo e privilegiato con la porta avversaria. Una sorta di entità mediale, capace di coniugare la mistica dell’azione corale con la brutalità terrena del gol. In una parola: il bomber.

Arkadiusz Milik è nato nel 1994, è alto poco meno di un metro e novanta, e ha segnato 32 gol in due stagioni, nella squadra che ha lanciato alcuni dei più grandi talenti nell’ultimo secolo. A 22 anni, con 61 gol segnati in carriera, Milik ha già segnato più reti di Higuain (50), Suarez (55) e Ibrahimovic (47) alla sua età.

Dopo oltre trent’anni Zbigniew Boniek (per comodità di tutti detto Zibì) non è più il capocannoniere solitario tra i polacchi di serie A. Il baffuto attaccante di Bydgoszcz (pronuncia bìdgosh), sei stagioni in serie A con Juventus e Roma dal 1982 al 1988, è stato agganciato a quota 31 da Arek Milik.

Con Ancelotti,  Milik punta il diretto marcatore. In questo, il polacco, riflette una scuola calcistica moderna, che fatica a sfornare giocatori bravi nel gioco di prima, che pensano prima di ricevere, che sanno giocare senza palla bene quanto con la palla tra i piedi.

Milik Arek

LA POSIZIONE DI MILIK

Contro l’Atalanta, Ancelotti ha preferito disorganizzare la difesa di Gasperini con i movimenti senza palla più che con i dribbling, creando spazi attaccabili dagli inserimenti da dietro dei centrocampisti.

I tagli esterni di Lozano, spiega l’ultimouomo.it, i movimenti verso il pallone di Arek Milik e le tracce interne di Insigne, seguiti a uomo dai tre difensori dell’Atalanta, hanno spesso portato fuori dalla propria zona di competenza i loro marcatori, contribuendo in tale maniera a sguarnire il centro della difesa nero azzurra.

Milik Arek

In un gioco che diventa sempre più complesso il calciatore tende a universalizzarsi. Non c’è più spazio per la velleità specialistica. Un giocatore vive solo come ultimo ingranaggio della catena di montaggio, alienato, privo di preoccupazioni su tutto ciò che lo precede.

Nel calcio ad alti livelli il discorso che vale ancor di più per i centravanti. Loro occupano una zona di campo che si preferisce attaccare partendo da lontano, attraverso incursori sempre più veloci, tecnici ed elastici.

Arek Milik ha saputo riconquistare anche Napoli. Quelle frasi da Leader, dopo la delusione  hanno caricato l’ambiente partenopeo : “Per vincere dobbiamo essere più forti di tutto e di tutti… Ricominciamo dalla prossima sfida”

Milik Arek