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Un destro perfetto, sotto l’incrocio, capace di sfidare il tempo e restare nella memoria collettiva. Era l’11 dicembre 1994 quando una punizione di Cruz al Meazza regalò al Napoli una vittoria in casa dell’Inter che mancava da 26 anni. Un episodio che ancora oggi vive nitido nei ricordi dell’ex difensore brasiliano, come racconta Pasquale Guardascione su Il Mattino.
«Ho ancora un ricordo chiarissimo», spiega Cruz. «Loro sistemarono la barriera, io ero determinato e misi il pallone sotto l’incrocio dei pali». Arrivato a Napoli nell’estate di quell’anno, il brasiliano rievoca anche l’origine del suo trasferimento: «Quando ero allo Standard Liegi conobbi Luciano D’Onofrio. Tra i suoi contatti c’era Carlo Iacomuzzi, allora direttore sportivo del Napoli. Venne a osservarmi e puntò subito su di me», racconta ancora Pasquale Guardascione su Il Mattino.
In Italia Cruz ha segnato 17 gol, ben quattro all’Inter, un dato che racconta molto del suo rapporto con le grandi sfide. «Ho quasi sempre fatto gol a grandi portieri. A Pagliuca ne ho segnati tre col Napoli e uno col Milan. E la mia unica rete con la nazionale brasiliana l’ho segnata all’Italia, a Zenga, nel 1989», ricorda nell’intervista pubblicata da Il Mattino.
Napoli ha rappresentato un passaggio centrale nella sua carriera. «Credo di aver fatto molto bene in azzurro. Mi piaceva partecipare alle azioni offensive. Ricordo Cannavaro giovanissimo, poi Bordin e Pari, una squadra che lottava sempre. Subivamo pochi gol e segnavamo tanto. Il primo anno fu molto positivo, poi gli infortuni condizionarono la stagione successiva». E su Boskov aggiunge: «Ci faceva ridere tantissimo, era una persona semplice che amava parlare con i giocatori», come riporta Pasquale Guardascione per Il Mattino.
Tra i ricordi indelebili, oltre al Meazza, anche altre perle balistiche: «I gol al Foggia nella prima stagione e, nel terzo anno, la punizione all’incrocio contro Buffon davanti a 60mila spettatori al San Paolo, che ci regalò il successo sul Parma».
La storia delle sue punizioni nasce lontano dall’Italia. «Da ragazzino giocavo per strada a Piracicaba. Tiravo sempre cercando l’angolino. Poi ho lavorato sulla tecnica e ho imparato osservando Gilmar Popoca, che calciava le punizioni da mancino in maniera magistrale». Un apprendistato naturale, raccontato da Cruz a Il Mattino.
Uno sguardo anche all’attualità. Su Neres, l’ex azzurro è netto: «È un giocatore talentuoso, rapido, con grande tecnica. Lo conosco da quando era al San Paolo». Oggi Cruz vive in Brasile ed è capo della segreteria dello sviluppo economico della città di Santa Barbara D’Oeste, ma il legame con Napoli resta fortissimo.
«Qualche anno fa sono stato a Ischia con Taglialatela e Altomare. Ho nostalgia della città e dello stadio. Ai tifosi dico di sostenere la squadra di Conte: è attrezzata per rivincere lo scudetto. Sarebbe bello tornare a maggio e festeggiare», conclude Pasquale Guardascione su Il Mattino.