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Calcio Napoli

Ancora boccia Lang e Lucca: «Mai dentro il progetto Napoli»

Tiberio Ancora, ex personal trainer del Napoli, è intervenuto ai microfoni di Radio Napoli Centrale, nel corso della trasmissione Un Calcio alla Radio, offrendo una lettura netta e senza giri di parole su alcune scelte tecniche e sulle difficoltà vissute dagli azzurri in questa stagione.

Il primo passaggio riguarda Noa Lang, ormai vicino all’addio:
«Io non sono mai stato convinto di Noa Lang. Mai. Non l’ho mai visto davvero dentro il progetto. Mi chiedevo cosa ci facesse a Napoli, lo vedevo distratto. Il mister, infatti, ha preferito altri giocatori come Politano e Neres».

Ancora precisa di non mettere in discussione il lato umano del calciatore:
«È una bellissima persona, però il fatto che faccia anche il cantante lo vedo come un elemento di distrazione. Non è mai stato protagonista. È giusto che vada al Galatasaray: il Napoli deve puntare su calciatori diversi».

Con l’esperienza di chi vive il calcio da decenni, Ancora rivendica la propria visione:
«Sono quarant’anni che sono nel calcio, un po’ di esperienza me la sono fatta. Capisco quando un calciatore è di alto, medio o basso livello».

Tema centrale anche quello degli infortuni, che stanno falcidiando la rosa azzurra:
«In vent’anni di collaborazione con Conte non è mai successa una cosa del genere. Non capisco il perché, è diventato imbarazzante. Considerando lo staff medico e tecnico di altissimo livello, faccio fatica a spiegarmelo».

Ancora ammette di avere una spiegazione personale, ma sceglie il silenzio:
«La mia visione ce l’ho, ma la dirò al momento giusto. Ora il Napoli va sostenuto, è un momento difficile. Non è il tempo delle polemiche».

Il legame con l’ambiente azzurro resta forte:
«Mi sento ancora con alcuni calciatori e anche con lo staff, sempre con grande delicatezza. Napoli mi sta al cuore, ho lasciato tante persone che mi vogliono bene. Con Conte mi sento meno, è molto impegnato».

Chiusura su Lorenzo Lucca, giudicato una delle delusioni:
«Mi ha sorpreso negativamente. Quando arrivò ero felicissimo, lo consideravo fortissimo e lo vedevo dentro il progetto. In un’amichevole estiva gli dissi che da difensore me lo sarei mangiato vivo. Lui mi rispose: “Hai ragione, poi ti faccio vedere chi sono”. La realtà, però, ha detto altro».

Parole forti, che fotografano senza filtri le perplessità di Ancora su alcune scelte e su un Napoli chiamato ora a ritrovare certezze e compattezza.

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redazione