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Serie A

AIA, De Marco sul Napoli: «Spalla punibile, mano evidente, decisioni corrette»

Nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” su CRC è intervenuto Andrea De Marco, responsabile AIA per i rapporti tra CAN e i club di Serie A e Serie B, per fare chiarezza su alcuni degli episodi arbitrali più discussi delle ultime settimane e sul funzionamento della tecnologia SAOT (Semi-Automated Offside Technology).

De Marco ha spiegato nel dettaglio come opera il sistema sul fuorigioco:
«Il SAOT è un aiuto fondamentale per arbitri e VAR perché risolve in maniera oggettiva le situazioni di offside. Il sistema analizza contemporaneamente le immagini di dieci telecamere che tracciano movimento dei calciatori e del pallone. Il frame non viene scelto dall’arbitro né dal VAR, ma automaticamente dal sistema, con una percentuale di affidabilità superiore al 90%. Sono dati oggettivi».

Il ruolo dell’operatore VAR, ha precisato De Marco, è limitato a un controllo di coerenza:
«Verifica solo che il punto di contatto individuato sia corretto rispetto all’impatto col pallone. Da lì si procede alla ricostruzione 3D del corpo del calciatore, basata su numerosi punti anatomici, e viene tracciata la linea».

Il caso Mazzocchi
Sull’episodio che ha generato molte polemiche, De Marco è stato netto:
«Può sembrare che oltre la linea ci sia solo il braccio, che non è punibile, ma la visualizzazione proposta può trarre in inganno. I dati oggettivi hanno mostrato che una porzione della spalla, che è punibile, superava la linea. Parliamo di centimetri, ma per regolamento bastano. È una decisione automatica, applicata allo stesso modo in tutti i campionati che utilizzano questa tecnologia».

Mani e Step on Foot
Sui numerosi gol annullati per tocco di mano, De Marco ha ricordato che le regole vanno applicate per come sono:
«Poi si può discutere di modificarle, e saremmo tutti felici se accadesse, ma finché la stagione parte con una linea, quella va seguita».

Sul tocco di Hojlund ha aggiunto:
«A Open VAR c’è un’immagine chiara in cui si vede il pallone colpire il polso».

Per quanto riguarda lo step on foot di Rahmani, il responsabile AIA ha chiarito che si tratta di un episodio codificato:
«Ogni caso di questo tipo deve essere punito con fallo e cartellino. È successo anche in Milan-Inter. Può piacere o meno, ma vale per tutti».

Obiettivo: meno errori
De Marco ha infine sottolineato come il VAR sia in continua evoluzione:
«Ogni anno cerchiamo di apportare miglioramenti. L’obiettivo è ridurre al minimo il numero di errori e le situazioni interpretabili».

Sul fallo di mano di Buongiorno, la posizione è stata chiara:
«Se il braccio è più alto della spalla, va punito. Con le regole attuali io avrei fischiato quel rigore. Poi delle regole si può discutere».

Una presa di posizione netta, che ribadisce un concetto chiave: tecnologia e regolamento possono essere discussi, ma finché sono in vigore vanno applicati senza eccezioni.

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redazione