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1930 Vittorio Pozzo restò ammaliato dai tifosi del Napoli

Pozzo ammaliato dai  tifosi del Napoli

Pozzo_finale34_01Vittorio Pozzo, oltre a essere stato il leggendario allenatore della nazionale italiana, era anche un lucido giornalista sportivo. Scriveva per «La Stampa» di Torino e fu testimone dell’inaugurazione ufficiale del nuovo stadio di Napoli, il Vesuvio, che poche settimane dopo venne intitolato ad Ascarelli.

Era il 23 febbraio 1930 e si disputava Napoli-Juventus. La partita si chiuse sul 2-2 e questa volta la rimonta era stata azzurra con una bella doppietta di Buscaglia, ma ciò che meravigliò il commentatore, furono i diciottomila presenti: «Un pubblico caldo, entusiasta e schietto quant’altro mai. Il pubblico del Nord al confronto è gelido; il pubblico del Nord è scettico e critico in paragone. L’esperienza gli ha tolto calore e spontaneità. Il pubblico di Napoli è, viceversa, così genuino, così aperto e così privo di sottintesi nelle sue manifestazioni, da lasciare impressionati. Quello che lo spettatore di questa città prova e sente è godimento ed è sofferenza al cento per cento. Il pubblico napoletano è uno spettacolo a sé».

 

Buscaglia può giocare dappertutto

Carlo Buscaglia
Carlo Buscaglia

Tra le prose educate dei giornali del ventennio, ci si imbatte molto spesso nell’aggettivo proteiforme. Oggi più inconsueto, era spesso accoppiato a Buscaglia: il proteiforme Buscaglia. Proteiforme è chi ha la caratteristica di poter cambiare forma in ogni momento, come Proteo, il favoloso dio marino.

Nel calcio di quei tempi, gli allenatori erano spesso costretti a rivedere la propria tattica o dover rimodellare a un tratto la squadra. Prima di tutto perché non c’erano le sostituzioni, introdotte soltanto nel 1966, e poi perché si preferiva fare affidamento, più o meno, sempre sugli stessi atleti. Mister Garbutt, quando doveva cambiare qualcosa in campo, aveva sempre il suo jolly, Buscaglia appunto.

Carlo Buscaglia sapeva ricoprire ogni ruolo e risultava essere sempre e comunque tra i migliori in campo. Fu definito dallo stesso Garbutt: «l’uomo più utile di tutta la squadra».

 

Fonte:Dario Sarnataro-1001 storie e curiosità sul grande Napoli che dovresti conoscere.

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